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Speakers

Maria Ludovica Agrò

Agrò

Nata a Roma il 26.3.1954. E' sposata ed ha tre figli.

Laureata con lode in Scienze politiche con indirizzo politico-economico-internazionale all’Università La Sapienza di Roma, si è specializzata in “Studi europei”  e in “Soluzione dei conflitti giuridici internazionali” .

E' stata Direttore Generale dell’Agenzia per la coesione territoriale dal dicembre 2014 ad agosto 2018

Precedenti incarichi

Direttore Generale della Politica Industriale, Competitività e Piccole e Medie Imprese (dal 7 febbraio 2014 al 18 dicembre 2014)
Direttore Generale della Politica Industriale e Competitività MiSE ( dal 9 agosto 2013 al 6febbraio 2014)  
Direttore Generale Politica Regionale Unitaria Comunitaria –Dipartimento Sviluppo e Coesione (16 febbraio 2012-8 agosto 2013)
Direttore Generale dell’Ufficio degli Affari Generali e delle Risorse MiSE (1dicembre 2011-15
febbraio 2012)
Responsabile delle “Politiche di sostegno e promozione dei settori del Made in Italy” e del Punto Nazionale di Contatto OCSE per la Responsabilità Sociale di Impresa nell’ambito della Direzione Generale Politica Industriale e Competitività – MiSE (da agosto 2009 al 30 novembre 2011)
Direttore Generale della Proprietà Industriale -Ufficio Italiano Brevetti e Marchi -Ministero dello Sviluppo Economico (dal 1  gennaio 2008 al 31 gennaio 2009)
Direttore dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – Ministero delle Attività produttive (dal
4 giugno 2002 al 31 dicembre 2007)
Dirigente, come  vincitrice di concorso, dell’Ufficio  dei Marchi  Internazionali  e Comunitari -
Ufficio  Italiano Brevetti e Marchi – Ministero delle Attività produttive (1995-2002)
Funzionario,vincitrice del concorso pubblico per Capo Ufficio Statistica, presso il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato (commercio interno e  industrie alimentari 1980 -1995)
Altri incarichi attuali
Membro del Comitato per lo sviluppo delle industrie del settore aeronautico Legge 808/85
Delegato italiano nel Gruppo di alto livello Entreprise Policy presso la Commissione Europea (EPG)
Delegato italiano al Comitato Industria presso l’OCSE  (dal 2009)
Membro del Bureau del Comitato Industria presso l’OCSE (dal 2011)
Co-presidente del gruppo MENA-OCSE per la politica delle PMI e lo sviluppo dell’imprenditorialità e del capitale umano (dal 2010)
Co-Presidente del gruppo di cooperazione industriale e per le alte tecnologie nel
l’ambito del Consiglio di Cooperazione Italia-Russia (dal 2010)

Questo relatore nel programma congressuale

mercoledì, 13 Novembre 2019

14:30
17:00

L'economia circolare: competitività del sistema produttivo e sviluppo sostenibile[co.02]

Sala:

Nel 2015 la Commissione europea ha adottato un piano d’azione per contribuire ad accelerare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, stimolare la competitività a livello mondiale, promuovere una crescita economica sostenibile e creare nuovi posti di lavoro. Si stima, infatti, che l’occupazione in Italia aumenterebbe di 50 mila nuovi posti di lavoro. Il settore della bioeconomia, in particolare, conterebbe 90 mila posti di lavoro in più, di cui 11 mila solo in Italia. Stime importanti anche sull'incremento del fatturato di diversi settori.

Secondo uno studio del Parlamento Europeo, nei settori della riparazione e affitto dei beni e della compravendita di prodotti si genererebbe un mercato aggiuntivo di quasi 8 miliardi di euro l’anno, di cui 1,2 miliardi in Italia. Anche quello della bioeconomia avrebbe uno sviluppo, al 2020, di 40 miliardi. I Fondi strutturali e di investimento europei, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e il programma LIFE sostengono la transizione verso un'economia circolare, ma per un’accelerazione è essenziale una politica che investa nell'innovazione e sostenga l'adattamento della base industriale europea.

giovedì, 14 Novembre 2019

14:30
17:00

Donne e sfide per il futuro[co.19]

Sala:

L'andamento dell'occupazione femminile meridionale ha subito un duro contraccolpo durante gli anni della crisi: tra il 2008 e il 2014 le giovani donne del Sud, tra 15 e 34 anni, hanno perso oltre 194 mila posti di lavoro. E la forbice con le regioni europee continua ad allargarsi: Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, nelle ultime quattro posizioni della classifica, registrano valori del tasso di occupazione di circa 35 punti inferiori alla media europea e comunque sensibilmente distanti da quelle del Centro-Nord.
L'elaborazioni Svimez su dati Eurostat e Istat al 2018 fotografano una situazione difficile, ma pensare a una nuova imprenditorialità femminile e a modelli di inserimento o reinserimento delle donne nel mercato del lavoro è possibile. Nel 2018 i programmi finanziati dai fondi strutturali come Resto al Sud, Smart&Start Italia, Selfiemployment e Cultura Crea hanno raggiunto 998 imprese femminili - pari al 36% del totale - concedendo agevolazioni per 38 milioni di euro e investimenti per 67 milioni. Il 95% delle imprenditrici finanziate ha meno di 36 anni e il 91% risiede nel Sud d'Italia e in particolare in Campania, Calabria e Sicilia (dati Invitalia).
Ma accanto ad azioni e incentivi per l'occupazione, è opportuno ripensare l'attuale sistema di welfare che, scaricando essenzialmente sulle donne, ripropone vecchi modelli sociali che frenano il potenziale di conoscenza e competenza delle donne nel sistema produttivo.
 

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